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La Cattedrale di San Giusto a Trieste: due chiese sotto un tetto, i mosaici delle absidi e l'alabarda di San Sergio

La Cattedrale di San Giusto a Trieste: nata unendo due chiese nel Trecento, il propileo romano nel campanile, i mosaici delle absidi e l'alabarda di San Sergio.

Sulla sommità del colle di San Giusto, che domina il golfo, sorge la cattedrale di Trieste. Non è nata da un solo progetto: nel Trecento furono unite due chiese vicine, e l'edificio porta ancora i segni di quell'unione, dalla facciata storta ai mosaici diversi delle due absidi laterali. Il colle di San Giusto è il nucleo più antico di Trieste: prima un castelliere, poi il centro della città romana, con la basilica civile e il propileo.

Due chiese unite nel Trecento

Sotto la cattedrale sono stati trovati i resti di una basilica paleocristiana del IV-V secolo. Più tardi sul colle c'erano due chiese affiancate: Santa Maria, con il suo campanile, e il sacello del martire San Giusto, patrono della città, gettato in mare al tempo delle persecuzioni di Diocleziano.

Fra il 1302 e il 1320 il vescovo Rodolfo Pedrazzani da Robecco le fece riunire sotto un unico tetto, per dare a Trieste una cattedrale all'altezza della città. I lavori al campanile finirono nel 1343, quelli alla chiesa andarono avanti fino a fine secolo: nel 1385 il vescovo Enrico de Wildenstein consacrò l'altare maggiore. Nel 1899 papa Leone XIII la elevò a basilica minore.

La facciata e il propileo romano

La facciata a capanna, sobria, è dominata da un grande rosone gotico; il portale non gli sta sotto al centro, perché ricalca l'ingresso della vecchia Santa Maria. Nel 1862 vi furono aggiunti i busti di bronzo di tre vescovi illustri, fra cui Enea Silvio Piccolomini, poi papa Pio II; nel 2020 si è aggiunto quello del vescovo Antonio Santin.

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A sinistra si alza il campanile: nel 1337 fu rivestito da un muro spesso per reggere il nuovo edificio, e nel 1422 un fulmine lo abbassò all'altezza attuale. Alla sua base sono inglobate le colonne di un propileo romano, l'ingresso monumentale all'area sacra del colle, che si vedono ancora attraverso una grata.

I mosaici delle absidi

Dentro le navate sono cinque. Le due absidi laterali conservano mosaici di maestri venuti da Venezia e da Costantinopoli. In quella di sinistra, dedicata a Maria, la Madonna in trono con il Bambino, su fondo d'oro fra due angeli, è della prima metà del XII secolo, con la fila degli apostoli sotto di lei. In quella di destra il Cristo Pantocrator fra i santi Giusto e Servolo è del primo Duecento.

L'abside centrale, affrescata nel 1423 da due artisti friulani, fu rifatta nel Novecento, e l'Incoronazione della Vergine dipinta fu sostituita da un mosaico con lo stesso tema.

L'alabarda di San Sergio e il Piccol Escurial

Nel tesoro della cattedrale si custodisce l'alabarda di San Sergio, il simbolo che sta nello stemma di Trieste. La leggenda racconta che cadde dal cielo sulla città il giorno in cui Sergio, legato a Trieste, fu martirizzato in Oriente; non se ne conoscono con certezza né l'origine né l'epoca.

In una cappella laterale, quella di San Carlo Borromeo, sono sepolti membri dei Borbone di Spagna del ramo carlista, e per questo la chiamano il Piccol Escurial.

Domande frequenti

Perché la facciata della Cattedrale di San Giusto è asimmetrica?

Perché la chiesa nacque unendo due edifici: il portale ricalca quello della vecchia Santa Maria, mentre il rosone sta al centro della nuova facciata.

Che cos'è l'alabarda di San Sergio?

È l'arma conservata nel tesoro della cattedrale e raffigurata nello stemma di Trieste; secondo la leggenda cadde dal cielo il giorno del martirio del santo.

Che cosa raffigurano i mosaici di San Giusto?

A sinistra la Madonna in trono con il Bambino e gli apostoli, del XII secolo; a destra il Cristo Pantocrator fra i santi Giusto e Servolo, del primo Duecento.