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Il castello Savorgnan di Artegna: il castrum Artenia di Paolo Diacono, gli affreschi di San Martino e la mostra degli scavi

Il castello Savorgnan di Artegna sul colle di San Martino: il castrum Artenia citato da Paolo Diacono, le mura tardoantiche, gli affreschi del 1503 e gli scavi.

Il nome di Artegna compare per la prima volta nella Historia Langobardorum di Paolo Diacono, che parla del castello di Artenia. Sul colle di San Martino, dove quel castello sorgeva, stanno insieme la pieve, la chiesetta e il castello Savorgnan, rialzato dopo il terremoto del 1976.

Uno dei sette castra dei Longobardi

Lo storico ricorda Artenia tra i sette castra in cui si rifugiarono i Longobardi in seguito alle incursioni degli Avari, nel 610-611, insieme a Osoppo, Ragogna, Gemona, Nimis, Cormons e Invillino. Per la sua conformazione fisica e la sua posizione strategica, il colle di San Martino è stato frequentato fin dalle epoche più antiche: era un'antica postazione di vedetta della strada di origine romana diretta al Norico, e la presenza romana è confermata dalle campagne di scavo.

Il nome di Artegna, secondo un'ipotesi, deriverebbe da un nome di persona, Artenius, forse la latinizzazione di un nome celtico dalla radice art, orso: «forte come un orso».

Il castello superiore e il castelletto

L'insediamento fortificato andò ampliandosi nel tempo, cosicché per molti secoli il colle fu guarnito da una possente fortezza: un nucleo principale sulla sommità, il Castello superiore, racchiuso da una cortina merlata, e una seconda cinta muraria a mezza costa che in un momento successivo diede origine al Castello inferiore, l'odierno castello Savorgnan. Nel XIII secolo i signori di Artegna ampliarono le strutture poste all'ingresso, il muro di cinta e la torre di guardia: sorse così il castrum inferius, o castelletto, loro sede abitativa. Il castello superiore fu abbandonato alla fine del XIII secolo.

Il castelletto rimase proprietà della famiglia degli Artegna fino al 1384, anno in cui morì l'ultimo discendente maschile del ramo principale, e passò per via ereditaria alla famiglia dei Savorgnan. Fu quasi completamente distrutto nel 1387 per contrasti tra gli Artegna, gli Udinesi, i Gemonesi e il Patriarca, e riedificato nel 1410 e nel 1418 per ordine del patriarca Lodovico di Teck.

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Il terremoto del 1976 e la rinascita

Il terremoto del 1976 colpì Artegna fra i paesi più duramente di tutto il Friuli. Il sisma del 6 maggio e le intense repliche del settembre dello stesso anno danneggiarono gravemente il castello. I lavori di recupero, cominciati nel 2011, hanno restituito al castelletto l'aspetto che aveva prima del sisma, e il 15 febbraio 2014 il castello Savorgnan è stato riaperto al pubblico.

Le mura, la cisterna e la chiesetta di San Martino

Le mura occidentali sono la testimonianza più antica del colle: risalgono probabilmente al V-VI secolo d.C. e presentano una torre quadrangolare e diverse lesene sulla parte esterna. Accanto si trova una cisterna coeva, in ottimo stato di conservazione, con il rivestimento in cocciopesto ancora visibile.

Sulla sommità del colle c'è la chiesetta di San Martino, documentata dal 1005 e ricostruita nel Cinquecento; secondo la leggenda fu edificata sulle rovine di un tempio longobardo. Conserva al suo interno un ciclo di affreschi risalenti al 1503, attribuiti a Gian Paolo Thanner. Gli affreschi erano nascosti sotto strati di intonaco e furono portati alla luce proprio dai crolli del 1976: il terremoto che distrusse ha anche rivelato.

La mostra Castrum Artenia e la Torre Longobarda

All'interno del castello, al secondo piano, la mostra permanente «Castrum Artenia nel ducato longobardo di Forum Iulii» raccoglie i reperti restituiti dagli scavi sul colle, in un percorso cronologico: dalle prime tracce dell'insediamento umano alla nascita del castrum e alla sua trasformazione in complesso castellano. Tra le testimonianze romane ci sono monete, frammenti di anfore e un simpulum in bronzo; del castrum altomedievale fibule, vaghi di collana, zappette in ferro, fusaiole e ceramiche; gli scavi castellani hanno restituito punte di freccia, uno sperone, fibbie, un dado in osso e chiavi di diverse forme.

Le parti più antiche del castello sono il muro portante e la Torre Longobarda, raggiungibili salendo tre ordini di scale in legno. Dalla terrazza si apre la vista sul Campo di Osoppo-Gemona e sulla pianura friulana verso sud.

Domande frequenti

Che cos'era il castrum Artenia?

Una delle sette fortezze in cui, secondo Paolo Diacono, i Longobardi si rifugiarono durante l'attacco degli Avari del 610-611; sorgeva sul colle di San Martino, ad Artegna.

Perché si chiama castello Savorgnan?

Perché nel 1384, morto l'ultimo discendente maschile degli Artegna, il castelletto passò per via ereditaria alla famiglia dei Savorgnan.

Chi dipinse gli affreschi della chiesetta di San Martino?

Il ciclo del 1503 è attribuito a Gian Paolo Thanner; nascosto sotto l'intonaco, venne alla luce con i crolli del terremoto del 1976.

Che cosa si vede nella mostra del castello?

I reperti degli scavi sul colle, dall'età romana al castello medievale: monete, un simpulum in bronzo, fibule, punte di freccia, un dado in osso e chiavi.