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Castello di Miramare: le sale di Massimiliano, la saletta Novara, il parco botanico e la Sfinge sul molo

Il Castello di Miramare in bianca pietra d'Istria: gli appartamenti di Massimiliano e Carlotta, la saletta Novara, il parco di 22 ettari e la Sfinge egizia.

Bianco di pietra d'Istria e dallo stile che mescola epoche diverse, il Castello di Miramare si riconosce da qualunque punto del golfo. All'interno i mobili originali dell'Ottocento mostrano come vivevano Massimiliano d'Asburgo e Carlotta del Belgio; all'esterno si stende un parco di 22 ettari affacciato sul mare.

La bianca pietra d'Istria e lo stile di Junker

Lo disegnò l'ingegnere austriaco Carl Junker, e i lavori durarono dal 1856 al 1860. La pietra è quella d'Istria, lo stile è eclettico: gotico, rinascimentale e medievale si mescolano, e le torri bianche guardano il golfo. Sul retro un balcone e una scalinata scendono fino all'acqua.

Degli interni si occuparono gli artigiani Franz e Julius Hofmann, e più di venti stanze conservano ancora gli arredi di allora.

Il pianterreno: gli appartamenti privati e la saletta Novara

Al pianterreno vivevano Massimiliano e Carlotta, e l'atmosfera è raccolta, da casa di famiglia. Qui si trova la saletta Novara, che rievoca la fregata su cui l'arciduca era entrato in Marina come ufficiale: la sua camera e il suo studio copiano la cabina e il quadrato di poppa di quella nave, che tra il 1857 e il 1859 fece il giro del mondo. Dalla finestra dello studio si vede il golfo di Trieste.

Il percorso continua nelle stanze private, nella biblioteca tappezzata di scaffali, nella sala da pranzo e in quella della musica; nella sala VII c'è il fortepiano su cui suonava Carlotta. In molti punti del castello compaiono gli stemmi del Secondo Impero messicano.

Il primo piano: le sale di rappresentanza

Il primo piano era fatto per ricevere: le stanze degli ospiti hanno pareti rivestite di stoffe rosse con i simboli dell'impero. La Sala del Trono, foderata di seta rossa, accoglie concerti e mostre. In un'altra sala il pittore Cesare Dell'Acqua ha raccontato con i suoi quadri i momenti principali della storia di Miramare.

Si attraversa anche una parte dell'appartamento del duca Amedeo d'Aosta, che abitò il castello più tardi, arredata nello stile moderno del suo tempo. Un itinerario a parte scende alle cucine storiche, nel seminterrato con le finestre sul Porticciolo, e alla grande raccolta di porcellane, cristalli e argenti del museo.

Il parco nato da una pietraia

Verso la metà dell'Ottocento il Carso, fra poca acqua e troppe pecore al pascolo, era ridotto a una distesa di sassi. Massimiliano fece portare quantità enormi di terra dalla Stiria e dalla Carinzia e seguì di persona il disegno del parco, affiancato dai giardinieri Josef Laube e Anton Jelinek, un boemo che era stato a bordo della Novara nel giro del mondo. Le querce non attecchirono; i pini neri invece sì, e fecero anche da schermo contro la bora.

Nel giro di dieci anni arrivarono cedri del Libano, dell'Africa settentrionale e dell'Himalaya, abeti e abeti rossi spagnoli, cipressi della California e del Messico, pini asiatici e americani, e ancora specie lontane come la sequoia gigante e il ginkgo biloba. Il parco ha due anime: a est un bosco all'inglese, romantico, con alberi, specchi d'acqua, sentieri e gazebo; dall'altra parte un giardino all'italiana con le sue aiuole. Fontane, laghetti e il grande Lago dei Cigni danno fresco d'estate, e lungo i viali si incontrano statue uscite dalla fonderia berlinese di Moritz Geiss.

Il Castelletto, le serre, le scuderie e la cappella di San Canciano

Il parco ospita anche gli altri edifici disegnati da Junker. Il Castelletto, la prima casa costruita per la coppia, ripete in piccolo le forme esterne del castello; al piano di sopra ci sono la Sala fiamminga e il Salottino moresco. Le Serre antiche, di vetro e ferro battuto, costruite fra il 1857 e il 1860, servivano a sperimentare piante nuove; nelle Serre nuove c'è l'aranciera, con vecchie varietà di agrumi amari.

Sul viale d'ingresso stanno le Scuderie, anch'esse del 1856-1860, dove si tenevano cavalli e carrozze: nell'ala destra, dal 2018, si visita il BioMa, museo multimediale dell'Area Marina Protetta di Miramare. Camminando si trovano poi il piccolo piazzale dei cannoni regalati da Leopoldo I re dei Belgi, il Bagno Ducale, cioè la cabina da spiaggia del duca Amedeo d'Aosta, e la cappella di San Canciano, dove si conserva il crocifisso di legno della Novara, che nel 1900 il fratello Ludovico Vittore dedicò alla memoria di Massimiliano.

La Sfinge sul molo del porticciolo

All'estremità del molo che chiude il porticciolo si trova una Sfinge di granito rosso. È di epoca tolemaica, del III secolo a.C., ed è tutto ciò che resta della collezione di antichità egizie dell'arciduca.

Domande frequenti

Che cos'è la saletta Novara del Castello di Miramare?

È la stanza del pianterreno che ricorda la fregata Novara, sulla quale Massimiliano era entrato in Marina da ufficiale: camera e studio ne copiano la cabina e il quadrato di poppa.

Quanto è grande il parco di Miramare?

Circa 22 ettari: Massimiliano lo creò su un promontorio carsico quasi spoglio, portandovi terra dalla Stiria e dalla Carinzia.

Chi progettò il castello?

L'ingegnere austriaco Carl Junker, fra il 1856 e il 1860; degli interni si occuparono gli artigiani Franz e Julius Hofmann.

Dove si trova la Sfinge di Miramare?

All'estremità del molo del porticciolo: è di granito rosso, di epoca tolemaica, ed è l'unico pezzo rimasto della collezione egizia dell'arciduca.