All'estremità del promontorio di Grignano, poco fuori Trieste, il Castello di Miramare si affaccia a strapiombo sull'acqua. Lo volle Massimiliano d'Asburgo, fratello dell'imperatore Francesco Giuseppe, come casa per sé e per la moglie Carlotta del Belgio, che però vi abitarono per brevissimo tempo.
Un arciduca a Trieste e il promontorio di Grignano
Ferdinando Massimiliano d'Asburgo-Lorena (1832-1867) nacque nel Castello di Schönbrunn, presso Vienna. Nel 1850, a diciotto anni, venne a Trieste con il fratello minore Carlo; nel 1852 fu nominato ufficiale e nel 1854 divenne comandante in capo della Marina imperiale austriaca.
Verso il 1855 l'arciduca volle alle porte di Trieste una dimora all'altezza del suo nome, sul mare e circondata da un grande giardino. Secondo la tradizione, sorpreso da un'improvvisa tempesta nel golfo, l'arciduca si era riparato nel porticciolo di Grignano; e nel visitare il promontorio fu ispirato dal ricordo dei castelli spagnoli affacciati sulle coste dell'oceano Atlantico. Verso la fine del 1855 acquistò vari lotti di terreno, e il comprensorio fu chiamato Miramar, su ispirazione della residenza del principe Ferdinando di Sassonia a Pena, in Portogallo: Miramare è la forma italianizzata, dallo spagnolo «mira el mar», che significa «guarda il mare».
Carl Junker, un piano in meno e il Natale del 1860
Su progetto dell'ingegnere austriaco Carl Junker (1827-1882), l'edificio fu costruito tra il 1856 e il 1860: la prima pietra fu posata il 1º marzo 1856. Massimiliano, poco convinto del primo disegno, ne volle uno alternativo anche da Giovanni Andrea Berlam, e nel 1858 fece togliere un piano all'edificio. Gli interni li realizzarono due artigiani, padre e figlio: Franz e Julius Hofmann.
Nel 1859 Massimiliano lasciò il governo del Lombardo-Veneto e si stabilì con Carlotta a Miramare: prima nel Castelletto, poi, dal Natale del 1860, nel palazzo. Gli appartamenti della coppia erano pronti quell'anno; per le sale di rappresentanza servirono altri dieci anni.
Nel frattempo nasceva il parco. Il Carso di metà Ottocento, con poca acqua e molte pecore, era quasi solo pietre, e Massimiliano fece arrivare carichi enormi di terra dalla Stiria e dalla Carinzia. L'arciduca trasformò il promontorio in un giardino grazie all'aiuto dei giardinieri Josef Laube e Anton Jelinek, il boemo che nel 1859 prese il posto del primo. Era un giardino privato, ma l'arciduca lo apriva a tutti un paio di giorni la settimana.
La corona del Messico e la fine di Massimiliano
Nel 1863 arrivò al castello un gruppo di notabili messicani guidati da Gutiérrez de Estrada: per volontà di Napoleone III offrivano a Massimiliano la corona del Messico. Il 14 aprile 1864 Massimiliano e Carlotta partirono per il Messico sulla fregata Novara, la nave che quattro anni dopo avrebbe riportato indietro la salma dell'imperatore.

Dopo un breve regno il progetto imperiale crollò: catturato dalle truppe repubblicane di Benito Juárez, Massimiliano venne fucilato a Querétaro il 19 giugno 1867. Il 18 gennaio 1868 la Novara riportò a Trieste la salma di Massimiliano, che verrà tumulata a Vienna nella cripta dei Cappuccini.
Carlotta, rientrata in Europa per cercare disperatamente aiuti militari per il marito, era tornata a Miramare nel 1866. Dalla fine di quell'anno all'estate del 1867 visse nel Castelletto, dove la sua mente cedette alla follia; poi fu trasferita in Belgio, dove morì nel 1927 dopo oltre sessant'anni di fragilità. Nel 1878 Giosuè Carducci visitò il castello e ne ricavò Miramar, una delle Odi barbare, dove lo definisce «nido d'amore costruito invano».
Sissi, gli Asburgo e il duca Amedeo d'Aosta
Dopo il 1867 gli Asburgo vi tornarono per soggiorni brevi: fra il 1869 e il 1896 Sissi, l'imperatrice Elisabetta moglie di Francesco Giuseppe, ci venne quattordici volte. Nel settembre 1882 vi stettero l'imperatore Francesco Giuseppe con Elisabetta e l'erede al trono Rodolfo con Stefania del Belgio. Il 22 marzo 1900 Stefania, nipote di Carlotta e vedova di Rodolfo, scelse la cappella del castello per le seconde nozze con il nobile ungherese Elemér de Lónyay.
In seguito alla prima guerra mondiale il castello passò sotto l'amministrazione italiana, che lo aprì al pubblico nel 1929: tra l'ottobre 1925 e il marzo 1926 l'Austria aveva restituito gli arredi, per ricostruire l'interno originale. Nel 1930 il governo italiano destinò il castello a residenza del duca Amedeo di Savoia-Aosta, che lo abitò con la moglie Anna d'Orléans fino al 1937 e fece togliere le insegne imperial-regie, mettendo al loro posto le croci dei Savoia; il Castelletto divenne un museo con gli arredi di Massimiliano.
La guerra, gli eserciti e il museo
Durante la seconda guerra mondiale il Gauleiter Friedrich Rainer si oppose alla conversione del castello in quartier generale nazista, e l'edificio fu salvato da possibili bombardamenti. Fino al 1954 Miramare fu il quartier generale delle forze di occupazione tedesche, neozelandesi, britanniche e americane: le truppe britanniche vi posero il comando del XIII Corps, e dal 1947 al 3 ottobre 1954 il castello servì da quartier generale alla guarnigione americana Trieste United States Troops (TrUST), negli anni del Territorio Libero di Trieste.
Nel 1955 il complesso riaprì al pubblico come Parco di Miramare, e dal 2 giugno di quell'anno la residenza di Massimiliano divenne il Museo Storico del Castello di Miramare. Il Museo Storico e il Parco del Castello di Miramare appartengono allo Stato, sotto il Ministero della Cultura, e dal 2016 hanno un'autonomia speciale.
La leggenda della maledizione
Si racconta che sul castello gravi una maledizione, lanciata secondo la leggenda da Carlotta: chiunque vi trascorra la notte sarebbe destinato a morire prematuramente, lontano da casa. A darle forza sono le fini violente di Massimiliano, fucilato in Messico, e di Amedeo d'Aosta, morto in prigionia in Kenya dopo la sconfitta di Amba Alagi del 1941. E c'è chi racconta che lo spirito di Massimiliano si aggiri ancora fra quelle stanze.
Domande frequenti
Chi ha fatto costruire il Castello di Miramare?
L'arciduca Ferdinando Massimiliano d'Asburgo, fratello di Francesco Giuseppe, per viverci con la moglie Carlotta del Belgio. Il progetto è di Carl Junker, e i lavori andarono dal 1856 al 1860.
Da dove viene il nome Miramare?
È la forma italianizzata di Miramar, dallo spagnolo «mira el mar», «guarda il mare».
Sissi abitò a Miramare?
Vi fu ospite: tra il 1869 e il 1896 il castello ospitò quattordici soggiorni di Sissi, l'imperatrice Elisabetta d'Austria. Fu però la dimora di Massimiliano e Carlotta, ed è spesso associato erroneamente a «quello di Sissi».
Che cos'è la maledizione di Miramare?
Una leggenda: chi vi trascorre la notte sarebbe destinato a morire prematuramente lontano da casa, come Massimiliano, fucilato in Messico, e Amedeo d'Aosta, morto prigioniero in Kenya.