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Biblioteca Guarneriana di San Daniele: i 173 codici di Guarnerio, la Bibbia bizantina e l'Inferno di Dante

A San Daniele del Friuli la Guarneriana, nata nel 1466 dai 173 codici di Guarnerio d'Artegna, è la più antica biblioteca pubblica del Friuli.

A San Daniele del Friuli c'è la biblioteca pubblica più antica della regione, fra le prime aperte ai lettori in tutta Italia: la Guarneriana. Fu fondata nel 1466 da Guarnerio d'Artegna, che lasciò alla comunità 173 manoscritti, e ha sede nel palazzo del Comune, accanto al Duomo.

Guarnerio d'Artegna, l'umanista che copiava i codici

Pievano di San Daniele e vicario del patriarca, Guarnerio d'Artegna aveva studiato a Roma, dove aveva conosciuto da vicino l'ambiente della Curia. Tornato in Friuli, dedicò parte della sua vita alla copiatura dei manoscritti: da pievano istituì uno scriptorium nella sua dimora a San Daniele, e lì copiò o fece copiare e miniare i suoi codici, con amanuensi come Michele Salvatico. Il suo lavoro nacque in una San Daniele che, nel XV secolo, era piena di vita e di studi.

Il 7 ottobre 1466, pochi giorni prima della sua scomparsa, Guarnerio dettò il testamento e lasciò i suoi libri alla chiesa di San Michele e alla comunità di San Daniele: 173 codici manoscritti, in gran parte miniati. Nacque così la prima biblioteca pubblica del Friuli, che dal suo fondatore prende il nome di Guarneriana.

Il palazzo del Comune accanto al Duomo

La biblioteca e l'archivio stanno nel Palazzo Comunale di piazza Vittorio Emanuele, a fianco del Duomo. La prima pietra della parte più antica, con le cinque arcate del loggiato, fu posta il 3 luglio 1415; il palazzo era originariamente sede del Comune e del tribunale. Fu ampliato due volte verso il campanile: la seconda parte fu eretta nel 1738 su progetto dell'architetto Luca Andrioli, e la terza, destinata ad archivio e cancelleria, fu costruita nel 1780.

Il palazzo ospita la sezione antica, mentre la sezione moderna si trova nell'edificio prospiciente.

Il lascito di Giusto Fontanini

Nel XVIII secolo la raccolta crebbe molto grazie a Giusto Fontanini, uomo di Chiesa appassionato di libri e arcivescovo di Ancira. Nel 1736 lasciò alla comunità cittadina la sua raccolta di manoscritti, incunaboli e libri a stampa: un centinaio di codici e oltre duemila volumi stampati. Con il suo denaro fu costruita anche la libreria di legno, che è ancora al suo posto. Nel 1749 la comunità sandanielese acquistò inoltre un codice della fine del Quattrocento con il Canzoniere e i Trionfi di Petrarca.

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Dopo la caduta della Repubblica di Venezia, nel 1797, il commissario francese Gaspard Monge sottrasse alla biblioteca alcuni dei suoi migliori manoscritti, che sono alla Biblioteca nazionale di Francia, a Parigi. Fra i suoi visitatori ci furono Ugo Foscolo, Ippolito Nievo e Giosuè Carducci.

La Bibbia bizantina e l'Inferno di Dante

Nella parte antica si contano circa 600 manoscritti, 84 incunaboli e più di 700 cinquecentine, per un totale di circa 12.000 libri stampati antichi.

Fra le opere di maggior valore spicca la Bibbia bizantina, il manoscritto numero 3 della biblioteca, un volume di dimensioni notevoli, 526 per 334 millimetri, realizzato fra la fine del XII e l'inizio del XIII secolo. La comprò Guarnerio in persona dagli eredi del cardinale Antonio Panciera, che era stato il suo maestro. La sua origine è un mistero: un'ipotesi riguarda il Santo Sepolcro, e per questo viene chiamata anche «Bibbia di Gerusalemme»; un'altra chiama in causa la zona di Messina; dal 1987 si pensa anche al sud Italia, forse alla Puglia.

Accanto alla Bibbia ci sono una Divina Commedia della fine del XIV secolo, con l'Inferno e i primi tre canti del Purgatorio e il commento in latino di Graziano Bambaglioli, i Trionfi di Petrarca miniati, un Missale Romanum del XV secolo e un Codex giustinianeo stampato a Venezia nel 1482, con una miniatura che raffigura l'imperatore Giustiniano.

Come si visita

La sezione antica si visita solo su appuntamento, con visite guidate organizzate per gruppi di almeno 5 persone previa prenotazione. La consultazione dei codici è riservata agli studiosi, sempre previa prenotazione, e la sezione antica non presta i suoi manoscritti. Molti si possono però sfogliare online nella Teca Digitale della Guarneriana, presentata nel 2016 per i 550 anni della fondazione. La sezione moderna, con circa 60.000 volumi, offre libri a scaffale aperto, accessibili direttamente agli utenti.

Domande frequenti

Perché la Guarneriana è famosa?

È la più antica biblioteca pubblica del Friuli, fondata nel 1466 da Guarnerio d'Artegna, e conserva codici come la Bibbia bizantina e una Divina Commedia della fine del XIV secolo.

Dove si trova la Biblioteca Guarneriana?

A San Daniele del Friuli, in Piazza Vittorio Emanuele, nel Palazzo Comunale accanto al Duomo; la sezione moderna è nell'edificio di fronte.

Si può visitare la Biblioteca Guarneriana?

Sì, la sezione antica si visita solo su appuntamento, per gruppi di almeno 5 persone previa prenotazione; molti manoscritti si sfogliano anche online nella Teca Digitale.