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Battistero di Grado: l'ottagono in cotto del VI secolo, la vasca esagonale e l'altare del patriarca Probino

A Grado, alla sinistra della basilica di Sant'Eufemia, il battistero ottagonale del VI secolo custodisce la vasca esagonale, i mosaici e l'altare di Probino.

Il battistero paleocristiano di Grado sorge nel centro storico della città, al fianco della basilica di Sant'Eufemia: un edificio a pianta ottagonale in cotto, la cui costruzione risale al VI secolo. Al patriarca Probino (569-571) si deve il battistero, e dopo di lui Elia (571-586/87) completò i lavori.

Nel complesso dei patriarchi, accanto a Sant'Eufemia

Sul lato sinistro della basilica dei patriarchi, e unito a essa, sta il battistero a otto lati. Il castrum, il Duomo e il battistero sono ciò che resta di otto secoli di patriarcato. Tutto cominciò quando, all'arrivo dei Longobardi, il patriarca Paolino I (557-569), romano, si trasferì sull'isola.

L'edificio serviva al rito del battesimo, e separava i catecumeni, cioè chi non era ancora battezzato, dai fedeli: prima della purificazione non potevano entrare nell'aula dove si celebrava l'eucaristia. Si trova nel Campo Patriarca Elia, nel cuore del centro storico.

Un ottagono con una vasca a sei lati

L'edificio ha un impianto ottagonale. L'esterno è in cotto, con otto alte finestre, una per lato; sotto le finestre c'era un portico d'ingresso, andato perduto. La porta da cui si entra, sul lato ovest, è stata aperta in tempi recenti; quella antica, a nord-ovest, fu chiusa con un muro molto tempo fa.

Al centro c'è il fonte battesimale, a pianta esagonale e ricoperto di marmo cipollino verde: sei lati, dentro un edificio che ne ha otto. La forma esagonale della vasca richiama le soluzioni degli edifici di culto di Aquileia, la diocesi madre da cui i patriarchi di Grado si erano staccati.

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Il mosaico di Sesinio e l'altare di Probino

Il pavimento è musivo, del VI secolo, con decorazioni geometriche e floreali e un'iscrizione dedicata al cubicularius Sesinio, un funzionario di alto rango.

L'altare sorge in un'abside ricavata nel lato orientale ed è illuminato da tre finestre. È decorato con frammenti scultorei: sulla lastra frontale è riportato il monogramma di Probino, e colombe e pavoni fanno da cornice a una croce, simboli dell'arte paleocristiana.

Dalla cappella cimiteriale ai restauri del Novecento

Nei secoli il battistero venne ridotto a cappella cimiteriale. Nell'alto Medioevo era stato dotato di gradinate cerimoniali e di un'arca dedicata a san Giovanni, e nel Seicento venne restaurato in stile barocco.

Nel 1925 vennero avviati lavori di scavo e restauro, e nel 1928 si cercò per l'ultima volta di riportarlo all'aspetto originario. Fu asportato il pavimento di origine barocca e il livello fu ribassato di circa 2,20 metri: così fu riscoperto il pavimento musivo del VI secolo, insieme al piccolo altare, ora posto nell'abside aperta in fondo all'ingresso. Si sono riaperte le grandi finestre di un tempo, e davanti all'edificio la strada è tornata al livello antico. Il tetto di legno che si vede dentro è stato rifatto nel 1933.

I sarcofagi romani del sagrato

Davanti c'è un sagrato a giardinetto, con alcuni grandi sarcofagi romani di marmo del II e III secolo trovati a Grado; uno era la tomba di due giovani sposi.

Domande frequenti

Di che epoca è il battistero di Grado?

La sua costruzione risale al VI secolo. Al patriarca Probino (569-571) si deve il battistero, e dopo di lui Elia completò i lavori.

Dove si trova il battistero di Grado?

Si trova in centro storico, in Campo Patriarca Elia, accanto alla basilica di Sant'Eufemia. Davanti, nel giardinetto che fa da sagrato, sono esposti alcuni sarcofagi di età romana.

Che cosa si vede dentro il battistero?

La vasca battesimale esagonale in marmo cipollino verde, il pavimento a mosaico del VI secolo con l'iscrizione di Sesinio e, nell'abside orientale, l'altare con il monogramma di Probino fra colombe e pavoni.