🏛️ Arte & Cultura · 5 min di lettura

Aquileia cristiana: da Ermagora e Fortunato al concilio del 381, dallo scisma dei Tre Capitoli al patriarca Poppone

Aquileia cristiana: i protomartiri Ermagora e Fortunato, il concilio del 381 contro gli ariani, lo scisma dei Tre Capitoli e il patriarca Poppone.

Fondata dai Romani nel 181 a.C., Aquileia crebbe come grande città di porto e diventò presto il punto da cui il cristianesimo si diffuse nell'Italia nord-orientale e nelle terre vicine. Il suo patriarcato arrivò a essere una delle diocesi e delle metropolie più vaste dell'Europa medievale.

Ermagora e Fortunato, i protomartiri

Il racconto tradizionale vuole che nel 50 san Marco indicasse Ermagora come primo vescovo di Aquileia e che san Pietro lo consacrasse a Roma. Al suo fianco c'era il diacono Fortunato, e nel 70 furono messi a morte insieme, ad Aquileia. La devozione verso di loro è molto antica: li nomina già il Martirologio geronimiano, scritto nel V secolo, e li si ricorda nella stessa festa, il 12 luglio.

Le loro reliquie, custodite in origine nella basilica di Aquileia, nel VI secolo furono portate a Grado, in Sant'Eufemia, e tornarono agli aquileiesi soltanto alla fine del XV secolo. Dal 2001, con un atto ufficiale, Ermagora e Fortunato proteggono il Friuli Venezia Giulia, oltre alle arcidiocesi di Udine e di Gorizia. C'è anche chi ritiene che una comunità cristiana esistesse in città già prima del III secolo, legata alla Chiesa di Alessandria d'Egitto, da dove sarebbero giunti i primi missionari.

Teodoro, i mosaici e il concilio del 381

Il vescovo Teodoro guidò la Chiesa di Aquileia, secondo la tradizione, fra il 308 e il 319: salì sulla cattedra dopo l'editto di Milano del 313 e l'anno seguente andò al concilio di Arles con il diacono Agatone, e le loro firme stanno fra le prime degli atti. A lui si deve la prima basilica della città, con il suo ciclo di mosaici.

Il 3 settembre 381 Aquileia accolse un concilio voluto da sant'Ambrogio di Milano e guidato dal vescovo del luogo, san Valeriano. Due vescovi ariani delle terre del Danubio, Palladio di Raziaria e Secondiano di Singiduno, avevano chiesto all'imperatore Graziano di essere giudicati proprio lì. Ai lavori presero parte i vescovi dell'Italia settentrionale e delegati venuti dalle odierne Francia e Spagna e dal Nord Africa, e alla fine l'arianesimo fu condannato e i due vescovi scomunicati.

Cromazio, Girolamo e la grande provincia ecclesiastica

Con san Cromazio, vescovo dal 388 al 408, la città visse anni ricchi di fede e di studi: vi si trovavano insieme san Girolamo, che tradusse la Bibbia, e Tirannio Rufino, traduttore di Origene. La liturgia seguiva il rito che poi si chiamò patriarchino, celebrato fino al 1596.

Aquileia cristiana: da Ermagora e Fortunato al concilio del 381, dallo scisma dei Tre Capitoli al patriarca Poppone - Arte & Cultura in Friuli Venezia Giulia

Nel V secolo il vescovo di Aquileia estendeva la sua autorità sulla Venetia et Histria, sulla Raetia secunda, sul Noricum, sulla Pannonia prima e sulla Pannonia Savia. Fino all'811 la sua provincia toccava il Danubio a nord e il lago Balaton a est, e verso ovest arrivava a Como e alle terre dell'odierna diocesi di Lugano; quell'anno Carlo Magno spostò il confine settentrionale dal Danubio alla Drava.

Lo scisma dei Tre Capitoli e i due patriarchi

Nel 554 i metropoliti di Milano e di Aquileia non accettarono la condanna dei cosiddetti Tre Capitoli voluta dall'imperatore Giustiniano, e cominciò così lo scisma tricapitolino. Quando nel 568 arrivarono i Longobardi, il vescovo Paolino si spostò a Grado, protetta da Bisanzio, e lì prese il titolo di patriarca: un modo per affermare che la Chiesa di Aquileia non dipendeva né da Roma né da Costantinopoli.

Fra il 606 e il 607 i patriarchi diventarono due, uno ad Aquileia e uno a Grado. Il Friuli interno, in mano ai Longobardi, restò fedele allo scisma; la costa, sotto Bisanzio, tornò con Roma. Il concilio di Pavia del 699 chiuse lo scisma, ma la divisione rimase, e nel 731 i due patriarcati furono separati anche per il diritto della Chiesa. I patriarchi di Aquileia tennero sempre quel titolo, ma vissero in luoghi diversi: Aquileia, Grado, Cormons, Cividale del Friuli e infine Udine.

Poppone, il patriarca della basilica

Poppone salì alla cattedra di Aquileia ancora giovanissimo, verso la fine del 1019, con l'appoggio dell'imperatore Enrico II. Una tradizione lo lega ai conti di Treffen, un castello vicino a Villaco, mentre gli storici più recenti pensano piuttosto a un'origine bavarese. Nel 1028 l'imperatore Corrado II gli concesse di coniare moneta e gli affidò i diritti imperiali sul Basso Friuli, fra l'Isonzo e il Livenza.

Il 13 luglio 1031 Poppone consacrò la nuova cattedrale e circondò la città di nuove mura; nell'abside della basilica lo si vede affrescato, con l'aureola quadrata riservata ai fondatori, accanto alla famiglia dell'imperatore. Con Grado fu durissimo: nel 1024 vi entrò con un esercito e lasciò che i soldati la devastassero e spogliassero le chiese; nel 1027 il concilio di Roma, con papa Giovanni XIX, unì la Chiesa di Grado a quella di Aquileia, ma Grado conservò di fatto la propria autonomia. Nel 1042 il patriarca preparava un nuovo assalto quando morì all'improvviso, il 28 settembre; la sua tomba si trova ancora nella basilica.

Nel 1077 l'imperatore Enrico IV diede ai patriarchi il governo del Friuli, e il loro principato durò fino al 1420, quando arrivò Venezia. Il patriarcato finì il 6 luglio 1751: papa Benedetto XIV lo soppresse con la bolla Iniuncta nobis e al suo posto nacquero le arcidiocesi di Udine e di Gorizia.

Domande frequenti

Chi erano Ermagora e Fortunato?

I due protomartiri di Aquileia: per la tradizione Ermagora, scelto da san Marco, fu il primo vescovo della città, e Fortunato il suo diacono. Morirono martiri nel 70, si festeggiano il 12 luglio e sono i patroni del Friuli Venezia Giulia.

Da quando Aquileia è un patriarcato?

Dal tempo dello scisma dei Tre Capitoli: nel 568 il vescovo Paolino, spostatosi a Grado per l'arrivo dei Longobardi, vi prese il titolo di patriarca.

Che cosa fece il patriarca Poppone ad Aquileia?

Patriarca dal 1019 al 1042, il 13 luglio 1031 consacrò la nuova cattedrale, dove compare negli affreschi dell'abside, circondò la città di mura e ottenne da Corrado II il diritto di battere moneta.